domenica 23 giugno 2013

... e Haruni

Altro scialle classico.
Ecco il pattern: http://www.ravelry.com/patterns/library/haruni .
Anche per questo modello esistono tante versioni, a seconda del tipo di lana che si usa.


Io ho usato la Drops Design, qualità Delight, colore 06. Ferri 3,5.
Ne occorrono un po' più di due gomitoli. Infatti del terzo gomitolo ne è andato via ben poco.
E' una lana un po' sostenuta, che dà un buon risultato, perché lo scialle "regge", non crea l'effetto "straccetto".







L'esecuzione non è complessa, come potrebbe sembrare. Certo bisogna seguire con attenzione le spiegazioni. A me sono state utili sia quella in lingua originale che la traduzione in italiano, che si trova qui: http://ilfilochecrea.blogspot.it/p/eseguo-la-traduzione-di-questomodello_5493.html, un sito molto interessante.



 Le misure sono: 101 cm di larghezza e 53 di altezza nella parte centrale.



E' in vendita! Chi è interessato, può inviarmi una mail: cdb225@gmail.com





E poi Wingspan e ...

Ecco qua altri due scialli.
Sono due modelli classici, eseguiti sicuramente da chi ha dimestichezza con le pagine di ravelry.com!

Il primo è Wingspan. Qui trovate il pattern: http://www.ravelry.com/patterns/library/wingspan-2 .
L'ho eseguito con la lana Botany Lace del filato Araucania, colore 1651.
Un solo gomitolo è stato sufficiente, perché è lungo 410 m.
Ferri n. 3,5, sempre circolari.



E' una bellissima lana, morbida e piacevole al tatto. E' un po' cara, ma sono sicura che la userò ancora, perché mi piace davvero!
Forse non molto adatta per questo scialle per quanto riguarda il succedersi dei colori, perché è preferibile una lana in cui i passaggi di colore siano più graduali, creando così delle striature che esaltano il modello dello scialle.


Per fare questo scialle ho imparato la tecnica dei "ferri accorciati", che si presta a creare molti effetti.
Così come, per montare le maglie, mi è stato utile il sistema del "cast-on metodo inglese" (per chi vuole conoscerlo ecco il link ad un tutorial: http://youtu.be/RWLtMqP6Uz0). 
E' un metodo che dà un inizio molto morbido, utile per fare sciarpe. Non è consigliabile invece se si deve fare un inizio più sostenuto.



venerdì 21 giugno 2013

Questo è il primo scialle che ho fatto ...


Ecco il link del modello originale: http://www.ravelry.com/patterns/library/108-47-shawl-in-kid-silk
Ho usato la lana Kid-Silk di Drops, colore n. 26 - foschia marina.
Occorrono quattro gomitoli: vanno via tutti! Ferri n. 3,5, circolari ovviamente, perché alla fine si ha un notevole numero di maglie! 



Particolare della lavorazione.


Ho fatto questo scialle per regalarlo per Natale ad una mia cara amica.
Essendo il primo, non potevo non cimentarmi in qualcosa d'impegnativo!
Il risultato è stato però soddisfacente!
La lana usata rende bene e alla fine si ha un bel capo di una leggerezza e di una morbidezza piacevolissime!
Si può indossare anche nelle sere d'estate un po' più fresche, sopra un vestito leggero.

mercoledì 19 giugno 2013

Questo blog

E' da più di un anno che mi è tornata la voglia di lavorare a maglia.
Anche questo per me è ritornare indietro nel tempo.
Ho imparato a lavorare a maglia da ragazzina.
I giochi della mia infanzia erano anche questi!
S'imparava a cucire, a ricamare, a lavorare ai ferri e all'uncinetto. Poi, diventate un po' più grandi, si cominciava a produrre qualcosa. Ricordo che quand'ero al liceo ho fatto tanti bei lavori per me e anche impegnativi, come un tailleur a maglia a pied-de-poule, un vestito con la gonna svasata, tanti bei maglioni. Ricordo che riuscivo a studiare e a sferruzzare contemporaneamente! Ho avuto sempre la passione di fare più cose insieme!
Poi, con gli anni e il lavoro e la famiglia, la maglia è stata dimenticata, è diventata un fatto momentaneo. Il corredino per mio figlio; poi qualche maglioncino per lui, qualche estemporaneo lavoro per me, così, ogni tanto, per non dimenticarmene.

Adesso sono in pensione, da quasi due anni.
Ho più tempo, certo, le mie giornate, se voglio, possono essere più vuote.
Non ho voglia di stare in giro per le strade e i negozi.
Non ho voglia di passare da una tazza di caffè all'altra, da una cucina all'altra delle mie amiche.
Ho voglia di fare cose concrete, che posso toccare, che posso disfare, che posso ammirare, che posso inventare.