mercoledì 19 giugno 2013

Questo blog

E' da più di un anno che mi è tornata la voglia di lavorare a maglia.
Anche questo per me è ritornare indietro nel tempo.
Ho imparato a lavorare a maglia da ragazzina.
I giochi della mia infanzia erano anche questi!
S'imparava a cucire, a ricamare, a lavorare ai ferri e all'uncinetto. Poi, diventate un po' più grandi, si cominciava a produrre qualcosa. Ricordo che quand'ero al liceo ho fatto tanti bei lavori per me e anche impegnativi, come un tailleur a maglia a pied-de-poule, un vestito con la gonna svasata, tanti bei maglioni. Ricordo che riuscivo a studiare e a sferruzzare contemporaneamente! Ho avuto sempre la passione di fare più cose insieme!
Poi, con gli anni e il lavoro e la famiglia, la maglia è stata dimenticata, è diventata un fatto momentaneo. Il corredino per mio figlio; poi qualche maglioncino per lui, qualche estemporaneo lavoro per me, così, ogni tanto, per non dimenticarmene.

Adesso sono in pensione, da quasi due anni.
Ho più tempo, certo, le mie giornate, se voglio, possono essere più vuote.
Non ho voglia di stare in giro per le strade e i negozi.
Non ho voglia di passare da una tazza di caffè all'altra, da una cucina all'altra delle mie amiche.
Ho voglia di fare cose concrete, che posso toccare, che posso disfare, che posso ammirare, che posso inventare.